Ecoesione: il gioco

Un gioco per capire la transizione
Ecoesione è un gioco di carte strategico sulla transizione ecologica e sociale. Nasce da un progetto di ricerca dell’Università di Pisa dedicato alla coesione sociale nella transizione ecologica ed è oggi sviluppato con il sostegno dello spinoff accademico Ecoesione. Le meccaniche e la grafica, realizzate da Golem’s Lab, traducono una questione complessa in un’esperienza accessibile, coinvolgente e adatta tanto al gioco quanto alle attività educative e formative.
Come possiamo costruire una società nella quale tutte e tutti possano vivere bene, rispettando i limiti della natura?
Come funziona
Il gioco rappresenta una società cresciuta grazie all’impiego di risorse fossili, che deve trasformarsi prima che queste si esauriscano. Durante la partita, i giocatori costruiscono edifici, servizi pubblici, attività produttive, infrastrutture energetiche, sistemi di riciclo e innovazioni. Ogni scelta contribuisce allo sviluppo della propria area di gioco, ma richiede risorse, genera consumi e modifica le possibilità disponibili nei turni successivi.
Carbone, petrolio e gas provengono da una riserva globale limitata: il loro progressivo esaurimento scandisce il tempo della partita e rende evidente che le decisioni individuali si svolgono all’interno di vincoli comuni.
Per accedere alla vittoria non basta accumulare punti. Ogni giocatore deve raggiungere almeno cinque Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli SDGs non sono quindi un elemento decorativo, ma rappresentano le diverse dimensioni che una trasformazione autenticamente sostenibile deve tenere insieme: ambiente, energia, lavoro, servizi, innovazione, inclusione e qualità della vita.
Scarica il file con le istruzioni
Per maggiori informazioni, per adottare il gioco all’interno di percorsi educativi e formativi o per acquistarlo, scrivici a ecoesione@posteo.net
Tre obiettivi da tenere insieme
Ecoesione mette in scena, in forma semplificata, il trilemma tra prosperità materiale, sostenibilità ecologica ed equità. Sviluppare attività economiche e servizi può migliorare il benessere, ma può anche accelerare il consumo delle risorse. Ridurre l’impatto ambientale può richiedere investimenti, rinunce immediate o cambiamenti nelle strategie consolidate.
Una scelta vantaggiosa per il singolo giocatore può produrre costi per gli altri, anticipando l’esaurimento di una risorsa comune o riducendo le opportunità disponibili. Allo stesso tempo, innovazioni, riciclo e combinazioni più equilibrate possono modificare questi trade-off e aprire
percorsi prima non disponibili.
Il vincitore della partita è anche colui o colei che ha contribuito al risultato migliore per la società?
Trade-off da esplorare, non da subire
Il trilemma non deve essere interpretato come una legge immutabile secondo cui ogni progresso in una dimensione comporta necessariamente una perdita nelle altre. Alcuni vincoli sono fisici e non possono essere ignorati; altri dipendono dalle regole, dalle tecnologie adottate e dal modo in cui risorse, opportunità e potere decisionale sono distribuiti.
Il gioco invita quindi a non cercare una singola scelta “ottimale”, ma a sperimentare combinazioni capaci di rendere maggiormente compatibili benessere, giustizia sociale e sostenibilità. In questo senso, i trade-off diventano problemi di progettazione: segnalano dove servono innovazioni, regole diverse o interventi complementari.
Un percorso formativo
Ecoesione può diventare il centro di un percorso formativo articolato in tre momenti: prima, durante e dopo la partita. Il gioco non trasmette una risposta già definita, ma crea le condizioni per formulare domande, confrontare valori e osservare le conseguenze delle scelte.
Prima della partita: rendere espliciti i criteri
I partecipanti possono confrontarsi su che cosa significhi “vincere” una transizione. È sufficiente produrre più ricchezza? Come si misura il benessere? Quali limiti ambientali non possono essere superati? Una società può dirsi sostenibile se i suoi benefici sono distribuiti in modo
profondamente diseguale? La discussione iniziale rende visibili valori, aspettative e priorità che normalmente restano impliciti.
Durante la partita: sperimentare le interdipendenze
I partecipanti devono decidere quali edifici costruire, quali risorse utilizzare, quando investire in servizi, riciclo o innovazione e come reagire alle strategie altrui. La scarsità introduce urgenza, mentre l’intreccio tra vantaggi individuali e conseguenze collettive permette di osservare
comportamenti competitivi, capacità di adattamento, dipendenze dal percorso intrapreso ed effetti inattesi.
Le scelte compiute non sono soltanto mosse di gioco: diventano ipotesi su come una società possa organizzare produzione, consumi, servizi e trasformazione tecnologica entro limiti condivisi.
Dopo la partita: leggere il risultato
L’esito può essere discusso attraverso le tre dimensioni del trilemma. Sul piano della prosperità, si osservano la capacità economica e sociale costruita e il benessere che ha generato. Sul piano della sostenibilità, si valutano il consumo di risorse, il ricorso al riciclo e la capacità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Sul piano dell’equità, si considera come risorse, possibilità di scelta, benefici e costi si siano distribuiti tra i giocatori.
Domande per la discussione
Tutti hanno avuto le stesse opportunità di raggiungere gli SDGs?
Il successo di alcuni ha limitato le possibilità degli altri?
Chi ha costruito più benessere e con quale costo ambientale?
Le innovazioni e il riciclo hanno ridotto i trade-off o li hanno soltanto spostati?
Quali regole o forme di cooperazione avrebbero prodotto un esito più equilibrato?
Quali analogie possiamo riconoscere con la transizione ecologica reale?
La combinazione raggiunta permette alle persone di vivere bene, in modo equo e durevole, entro i limiti ambientali?
Il benessere costituisce il criterio complessivo attraverso cui leggere le risposte. Non è un quarto obiettivo da aggiungere meccanicamente agli altri, ma la domanda di fondo che consente di valutare diverse combinazioni di prosperità, equità e sostenibilità.
Ecoesione non pretende di offrire una soluzione unica né di riprodurre tutta la complessità della trasformazione ecologica. Offre uno spazio protetto nel quale sperimentare, sbagliare, osservare le conseguenze delle proprie decisioni e discuterle insieme. La partita termina, ma il suo vero risultato è la conversazione che riesce ad aprire.
